CANAJO'

Canajò, vino di territorio, vino del Lago di Bolsena

Un vino di territorio, tre amici e una scommessa. Canajò, vino di territorio, vino del Lago di Bolsena

CANAJO'Parliamo di vini. E cominciamo dedicando un po’ di spazio ad un vino del nostro territorio, quella meravigliosa zona attorno al Lago di Bolsena. Parliamo del canaiolo, di tre amici e della loro scommessa che ha un nome pieno di ottimismo: Il Vinco. Una scommessa che unisce tradizione a innovazione come è giusto che sia quando la cultura del territorio diventa la solida radice su cui costruire il nuovo.

Ci piace iniziare a parlare di vini di territorio con il Vinco e il suo canaiolo perché si tratta davvero di qualcosa di estremamente legato alla storia e alle caratteristiche di questa terra. Canaiolo, infatti, altro non è che quello che qui viene chiamato cannaiola, con quella deliziosa abitudine linguistica di femminilizzare molte parole, eco di una terra femmina e fertile.

Stiamo parlando di un’uva della varietà “Canaiolo nero” con acini di grossezza media, bucce sottili ma di una certa personalità coriacea. La cannaiola è un vino prodotto a Marta, bel paese sulle sponde del Lago di Bolsena, che a questo prodotto dedica anche una festa. E a questo vino del territorio i tre amici del Vinco hanno deciso di dedicare la loro scommessa, la loro passione e il loro lavoro. E fu così che nacque il Canajò

Daniele Manoni, Nicola Brenciaglia e Marco Fucini hanno deciso di “tornare alla terra” espressione in cui il verbo tornare è tutt’altro che un ripiego, una via obbligata resa necessaria da mancanza di alternative ma, al contrario, una emozionante ripartenza. Vogliono ripartire da qui, da questo territorio, da questa uva, da questi sapori e da questa terra vulcanica.

Dopo qualche ricerca i tre amici riescono a prendere in affitto circa un ettaro di terra proprio a Marta, con piante di circa trent’anni e a piede franco, e altra terra a Capodimonte, sempre sul lago, con viti di pochi anni più giovani. Il luogo in cui si trovano i vigneti non è né casuale né di poca importanza. Perché questo vino e la terra vulcanica sono una cosa sola. Vulcano e tufo e sabbia sono gli elementi naturali che impregnano questo vino. Come lo impregna il particolare microclima della zona. Quando si dice “vino di territorio” si intende anche questo.

Ma si intende anche un tipo di lavoro. Nicola, Marco e Daniele hanno “semplicemente” recuperato e messo a posto questi vecchi vigneti e lo hanno fatto con metodi naturali. Queste vigne infatti, essendo stati nel passato usati solo per soddisfare i fabbisogni di casa, non hanno mai conosciuto la violenza dei trattamenti intensivi.

Il Canajò dei ragazzi del Il Vinco è la dimostrazione che si può produrre un eccellente vino senza fare magheggi, usando lieviti indigeni, pochissima ma veramente pochissima solforosa e, per il resto, lasciando fermentare il tutto in cemento con un tipo di macerazione che non diviene troppo violenta. Il risultato è quello che ci piace chiamare “un vino beverino”. Apri una bottiglia e ti viene voglia di berlo, con qualunque cosa. Un vino la cui spontaneità è esattamente il contrario della banalità. Un vino che sa di vulcano, con la sua sapidità, con sentori speziati e con un retrogusto di cannella.  Va giù che è una meraviglia anche leggermente fresco.

 

 

 

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